Fondazione ISAL

ANFISC Onlus è entrata a far parte del gruppo di Coordinamento Nazionale della Fondazione ISAL.

 

La nostra Presidente Rosita Romor ha assunto la carica di referente per la fibromialgia, sinonimo di dolore cronico.


Fondazione ISAL nasce a Rimini nel 1993
come primo Istituto europeo di formazione in scienze algologiche.

 

Maggiori informazioni sul sito

www.fondazioneisal.it



Progetto “Cento Città contro il dolore”

Dal 2009, con il patrocinio del Ministero della Salute, Fondazione ISAL ha lanciato il progetto “Cento Città contro il dolore” nato per dare carattere di concretezza all’idea che solo attraverso una “rete di persone per le persone” è possibile sconfiggere il dolore cronico.

 

Attraverso la Giornata nazionale contro il dolore ISAL scende in piazza per offrire ai cittadini una informazione esaustiva sul dolore cronico, far conoscere i principi sanciti dalla legge 38/2010 che promulga il diritto del cittadino ad accedere alla rete dei centri per la terapia del dolore e le cure palliative, sollecitare i mass media a dare il loro contributo nella battaglia contro il dolore cronico e raccogliere fondi per sostenere una ricerca ancora oggi purtroppo povera.

Le manifestazioni hanno coinvolto più di 50 città italiane e alcune città estere, con la preziosa collaborazione di oltre 500 volontari. Nell’occasione sono stati distribuiti migliaia opuscoli informativi e raccolti fondi a sostegno della ricerca.

La rete associativa che ha permesso di dar vita a questa giornata  di solidarietà è composta dalle sezioni ISAL territoriali presenti in tutte le regioni italiane e dalle associazioni da sempre attive sul  tema sofferenza-dolore tra cui:


A.N.FI.S.C. Ass. Nazionale per la Fibromialgia e la Encefalomielite mialgica
A.N.M.I.C. Ass. Nazionale Mutilati e Invalidi Civili
Ass. Amici dell’Hospice Madre Teresa di Calcutta Onlus (Larino)
Ass. Amici dell’Hospice “San Carlo”Onlus (Potenza)
Ass. C.I.D. – Curare il Dolore Onuls (Modena)
Ass. Cure Palliative Mirko Spacapan Amore per Sempre (Udine)
Ass. di Volontariato Onlus Insieme per l’Hospice di Magenta (Magenta)
Ass. di Volontariato per la Cura dell’umana sofferenza “Maria Luisa Ajello” Onlus (Genova)
Ass. Fulvio Minetti Onlus (Alessandria)
Ass. Noi per Te Onlus (Salerno)
Centro per i diritti del Malato Natale Bolognesi (Savignano sul Rubicone)
Fondazione Adas Onlus (Cuneo)
Insieme contro il dolore Onlus (Cagliari)
Liberi dal Dolore Onlus-Isal Sicilia (Giardini Naxos)
Opera Karol Wojtyla ( Roma )
Organizzazione di volontariato Sulle Ali (Varese)
Progetto Sorriso Onlus (Pescara)


Per poter valutare il grado di penetrazione dell’informazione sulla Rete sanitaria istituzionale e comprendere quanto il dolore sia presente nella vita delle persone quale stato di malattia e disabilità, nel corso della Giornata nazionale contro il dolore è stato proposto un questionario sullo stato della conoscenza delle problematiche afferenti il dolore cronico e in specie sull’incidenza del dolore al rachide, una delle patologie dolorose a maggior prevalenza nazionale.

I risultati hanno evidenziato la necessità del cittadino ad avere, in ogni caso, cure mediche per contrastare il dolore in attesa di ulteriori indagini, sottolineando come nell’età adulta e giovane, dato sociologico interessante, il trattamento del dolore viene ritenuto opportuno quale prima risposta sanitaria indipendentemente dall’avere una diagnosi di patologia, che resta una preoccupazione prevalente dell’età geriatrica.

La classe di farmaci più conosciuta, e ritenuta utile in caso di dolore è quella degli antinfiammatori (Fans); questo dato evidenzia quanto siano necessari una educazione civica e una formazione sanitaria sul tema dell’appropriatezza degli analgesici; un dato incoraggiante viene però dal terzo posto che riveste la categoria farmaceutica degli oppiacei e dalla mancanza di “oppio fobia” nella fascia d’età compresa tra i 30 e i 50 anni, che in presenza di dolore forte reputa indicato il ricorso ad oppioidi. Purtroppo ancora il 30% della popolazione campione considera gli oppiacei come farmaci da usarsi solo nel dolore da cancro.

La popolazione femminile ha una forte consapevolezza che può esistere un dolore cronico essenziale e questo consolida il fatto che la stessa fascia di popolazione ne è la più colpita, mentre i soggetti di età geriatrica sono più sensibili al problema di destabilizzazione sociale dovuta al dolore cronico. Sul tema del dolore al rachide (mal di schiena) è rilevante epidemiologicamente, oltre alla sua diffusione in tutte le fasce d’età, la presenza elevata nella classe di giovani (10-30 anni), specie donne, e nelle fasce fragili in cui aumenta, rappresentando quindi un alto costo socio- sanitario.

Un dato molto importante, perché testimonia come la legge rappresenti lo spirito di ciò che le persone sentono e rafforza il senso della missione di ISAL, è l’attenzione che i cittadini danno al problema del dolore e alla necessità di essere curati.

Grave risulta invece la scarsa informazione sulla presenza dei centri di terapia del dolore negli ospedali; le persone a conoscenza di tali strutture hanno avuto informazioni private da amici o conoscenti, e solo in una bassa percentuale (meno del 40%) da parte del medico curante che, invece, sembra essere più a contatto con le persone più anziane.