In riferimento all’articolo apparso sul vs quotidiano in data 4 maggio u.s. ,dal titolo
“Fibromialgia.Un convegno il 20 a Belluno”, si fa presente quanto segue
“Prendiamo atto della iniziativa del prossimo 20 maggio, a cura degli organizzatori e
dei promotori. Ci preme sottolineare alcuni “dettagli” fondamentali ai fini del
raggiungimento di un obiettivo comune;il riconoscimento della patologia a livello
sanitario nazionale.
Partiamo da quando questa associazione, di cui mi onoro di essere la presidente, ha
avviato un confronto con il ministero della Salute, nel 2008. Da allora proprio
l’Anfisc è stata individuata dal Governo centrale come unico interlocutore diretto,
nell’ambito dei rapporti medico-scientifico e legislativo che si sono sviluppati e si
andranno a consolidare ancora a medio e lungo termine. E’ necessario ribadire che la
Fibromialgia, ancora ad oggi, non viene riconosciuta come una patologia reumatica,
ma resta in corso di definizione la sua origine, proprio come sostiene il Ministero
competente. Pertanto rinneghiamo qualsiasi tipo di osservazione, diagnosi o
asserzione medica errata perché non solo inficia il compito degli addetti ai lavori,
ma destabilizza i tanti malati cui sicuramente non può essere veicolata una
informazione poco corretta e poco attendibile. Inoltre va precisato che questa
associazione si è battuta per ottenere il riconoscimento della Regione Veneto di tale
patologia, a livello sanitario, attraverso un duro e costante lavoro per il quale
abbiamo incassato il risultato. Ancora c’è tanta strada da fare, ma con grande
amarezza constatiamo che attorno ad un problema di salute così com’plicato si è
venuto a delineare un atteggiamento poco responsabile, perché legato al business ed
a una nebulosa deontologia medica.
Pertanto invochiamo l’onesta’ dei ruoli,specie quando si tratta di salute pubblica, e
ribadiamo il nostro impegno e la nostra autentica passione nel continuare una dura
battaglia sempre e comunque all’insegna dell’onestà intellettuale e della veridicità
scientifica. Aspetti, questi, che in molti ambienti sono tralasciati a favore di una
bieca speculazione economica e professionale che non porta ad alcun risultato
scientifico, se non a quello di creare vane aspettative e un grosso economico.”
Rosita Romor.